Thienet, F.

Remake di Teatroinsieme

Gasparo Pagnotta

Dopo 11 anni si riparte…dall’inizio

Se si fosse trattato di un film, lo si sarebbe definito un re-make; stiamo parlando di ‘Gasparo Pagnotta’, la commedia che la Compagnia Teatroinsieme di Zugliano, 11 anni dopo aver debuttato con l’originale ‘El nome sul sfogio’ di E. Zuccato, ha recentemente riproposto in una nuova versione nel cortile di Villa Giusti a Zugliano.

C’è allora da chiedersi perché, sull’ onda di un indiscusso successo della compagnia, la regista di Teatroinsieme, Gabriella Loss, abbia sentito il bisogno di riproporre questo lavoro teatrale, rivedendo il testo originale con interventi volti a snellirne lo svolgimento, affinando alcuni personaggi e aggiungendone altri, riducendo a 2 gli originali 3 atti.

Anzitutto era forse questo il modo migliore per la compagnia teatrale zuglianese, ormai apprezzata in tutto il Triveneto, per festeggiare, oltre al decennio di attività del 2003, i più recenti riconoscimenti ottenuti.

Basti qui ricordare che proprio nel marzo di quest’anno la Compagnia Teatroinsieme di Zugliano si è imposta alla grande nella 10^ Rassegna Teatrale LidoTeatro di Jesolo, aggiudicandosi tra 11 compagnie concorrenti, con la commedia ‘Zogando a tresete’, il 10° Trofeo Goldoni; nell’occasione Rita Busin ha ottenuto una segnalazione della giuria per ‘l’elegante comicità’ con cui ha interpretato il personaggio della marchesa D’Arbay.

Come se non bastasse, lo scorso febbraio al IV Festival del Teatro Comico d’Autore di Spinea, nel veneziano, con la commedia “El Congresso dei Nonzoli”, Mirto Testolin ha vinto il premio per il miglior attore non protagonista, interpretando il personaggio di Marcheto che quando parla è balbuziente, mentre quando canta si rivela un bravissimo tenore.

Altre motivazioni di questo re-make teatrale sono state esposte direttamente dalla regista Gabriella Loss la sera del debutto, in sede di presentazione della nuova edizione della commedia, parlando dell’attualità del personaggio di Gasparo Pagnotta, perso nel suo sogno di un ‘colpo de fortuna’ che all’improvviso cambi le sue condizioni di vita, permettendogli di aspirare a quell’agiatezza che oggi noi possediamo, magari senza saperla compiutamente apprezzare.

Gasparo è poi di stretta attualità anche come vittima di uno dei tanti raggiri che, mutatis mutandi, continuano ad essere perpetrati contro le persone più deboli e sprovvedute.

La vicenda narrata dalla commedia, ambientata da E. Zuccato nella campagna del basso vicentino, è sufficientemente nota; Gasparo Pagnotta viene irretito da un distinto ‘forestiero’ con la promessa di una insperata ricchezza. Intravede quindi la possibilità di un radicale cambiamento delle sue condizioni di vita e, disdegnando il proprio mondo, culla sogni di agiatezza e di importanza, ‘magari diventando anche sindaco’.

Sull’onda dell’entusiasmo firma cambiali, per poter onorare le quali, una volta resosi conto dell’imbroglio, sarà costretto a vendere un campo; l’inevitabile finale lieto comprende naturalmente anche il coronamento della storia d’amore della figlia Rosina col suo bel Menegheto che l’illusione di ricchezza aveva messo in crisi.

In questo senso, pur mantenendo o quasi gli stessi attori e gli stessi scenari della prima edizione, aggiungendo comunque una colonna sonora d’epoca, cioè culturalmente aderente all’ambientazione, la regista Loss ha inevitabilmente accentuato il ruolo centrale del protagonista maschile, Gasparo Pagnotta, sapendo di poter contare su un ormai ampiamente collaudato Gian Stupiggia (premio Ave Ninchi a Trieste nel 2002) e in grado quindi di tenere la scena. Il tutto stando attenta a non rompere l’equilibrio dell’insieme e opportunamente mantenendo la coralità di alcune scene, come il mercato iniziale.

Forse però al fondo di tutta questa operazione culturale di re-make teatrale c’è in questa compagnia zuglianese, oltre alla nostalgia, un bisogno nuovo, che stavolta sembra sia toccato alla regista interpretare, e cioè quello di misurarsi in prove più impegnative, magari con qualche puntata fuori dall’ambito del teatro dialettale veneto. Insomma un re-make che vuole anche essere una ri-partenza per strade che Gabriella Loss e i suoi attori si sentono pronti ad intraprendere.

Ferdinando OFFELLI