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La commedia, tratta dal romanzo giovanile di Arnaldo Fraccaroli: "Tommaso Largaspugna, uomo pubblico", fu scritta nel 1922, in italiano, per la Compagnia Menichelli-Falconi che la portò ad un buon successo.
Ambientata in una cittadina del Veneto, la vicenda racconta la storia di Largaspugna che, diventato ricco grazie ad un'eredità, impara a memoria formule politiche tratte dai giornali che sciorina ad ogni occasione, facendosi una gran fama di pensatore profondo.

 
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Desiderando candidarsi al Parlamento, considera opportuno offrire una cena ai propri sostenitori nel corso della quale esporre la sua linea programmatica.
Purtroppo però i commensali e lo stesso aspirante onorevole eccedono nei "brindisi" e poiché nessuno per dignità vuole ammettere di essersi ubriacato, Largaspugna, dopo una serie di colpi di scena molto divertenti, si troverà eletto deputato sulla base di un discorso mai pronunciato ('negà nel vin).
La commedia, bonaria presa in giro di un dilettantismo politico che fa perno su una lobby arcaica e casalinga (Il Circolo "Stringiamoci assieme" che ha la sua sede nella farmacia del luogo), una stampa compiacente ed un minimo di Voto di scambio (il vino), è ricca di situazioni molto divertenti e di simpatici personaggi più o meno caricaturali, tipici della realtà paesana di un tempo e - per nostra scelta - veneti nella parlata.
 
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Pur essendo ambientata nei primi anni del '900, la commedia conserva ancor oggi, quando basta una trasmissione televisiva a creare un "opinion maker", tutta la sua freschezza ed attualità.

"Largaspugna"? Venite a vederla.
Potrete riflettere... divertendovi!
Gabriella Loss

 
L'autore:

Arnaldo Fraccaroli nasce a Villa Bartolomea (VR) nel 1883. Comincia a scrivere molto presto, già durante il ginnasio collabora con il giornaletto umoristico "La Freccia". Così lo ricorda Renato Simoni:" Da Lonigo uno spilungone minorenne, tutto capelli e occhi, mi manda copioni di commedie scritti su quaderni di scuola. Gli ho risposto: "Pazientate e lavorate che la vena c'è". Fraccaroli non desiste e passa da un giornale all'altro finchè non incontra nuovamente Simoni, allora prestigioso critico teatrale del "Corriere della Sera" che, nel maggio del 1909, lo fa assumere come cronista nel "Corriere" dove lavorerà per ben i17 anni. Del giornalismo prova quasi tutto, diventando col suo pseudonimo FRAKA, una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano. Molto noti sono anche i suoi libri di viaggio.
L'attività di commediografo sarà una costante della sua vita e gli darà consensi unanimi in Italia e all'estero. Scrive Lucio Ridenti: "A Fraccaroli capitava che, nella medesima sera, una o più commedie sue venissero recitate in 20 città diverse. Favole a pensarci oggi, ma noi siamo lieti di averle vissute."
Tra le commedie in lingua ricordiamo nel 1913 "La foglia di fico" e "Non amarmi così". Segue nel 1922 Largaspugna, poi "Biraghin", "L'osteria della gloria" e "Quando lei non c'è". In dialetto veneto la commedia più famosa è "Ostrega che sbrego" che per merito della vena parodistica di Giacchetti ebbe un grande successo e dalla quale nel 1931 fu tratto un film dal titolo "Figaro e lo sua gran giornata" diretto da Comencini. In milanese da ricordare il fortunatissimo "Siamo tutti milanesi".
Fraccaroli muore, all'età di 75 anni, il 16 giugno 1956, a Milano, la città che lo aveva portato alla ribalta.

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